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DAI LUOGHI

Orvieto, Pozzo di San Patrizio

Il Pozzo di San Patrizio è una struttura costruita da Antonio da Sangallo il Giovane a Orvieto, tra il 1527 e il 1537 e fu fatto scavare da Clemente VII che si era rifugiato a Orvieto durante il saccheggio di Roma nel dicembre 1527. Esso viene progettato per garantire acqua alla cittadina in ogni momento dell'anno, in caso di grandi calamità e soprattutto di prolungato stato di assedio. Il pozzo a sezione circolare , capolavoro di ingegneria, è profondo circa 62 metri e largo circa 13,50 metri. Vi si accede da due rampe elicoidali a senso unico, completamente autonome e servite da due diverse porte, che consentivano di trasportare con i muli l'acqua estratta, senza ostacolarsi e senza dover ricorrere all'unica via che saliva al paese dal fondovalle. Ogni scala conta 248 scalini molto bassi e comodi ed è debolmente illuminata da 70 finestre. L'opera fu chiamata così, in un secondo momento, perché somiglia al baratro che si apriva nell'antro irlandese in cui il santo omonimo era solito ritirarsi in preghiera. Discendere nel fondo del pozzo costituisce un'esperienza particolare: è suggestivo e singolare il gioco delle prospettive che si aprono man mano che si scende. E' un caleidoscopio di luci e di ombre che cambiano con il variare stesso della profondità. L'iscrizione latina scolpita sui due ingressi «Quod natura munimento inviderat industria adiecit», celebra l'ingegno umano.

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